30.03
2010

Visti per voi dal Piazzale, al cinema o nella comodità del divano di casa, digeriti e compressi in formato agile, rapido e indolore.

Tra le nevi della Lapponia, Babbo Natale non è solo…
Una doppietta sulle creature dell’oscurità, in lingua originale, per veri appassionati.
Preparate le croci d’argento!

Dead Snow
di Tommy Wirkola, 2009

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Una baita sperduta tra le nevi, ed un pugno di universitari/e con la voglia di fare un po’ di casino. Sembra l’inizio di un horror, e in effetti lo è. Perchè questa volta il male ad attenderli è un manipolo di soldati nazisti zombie (un po’ plasticosi, per la verità); malvagi in vita, malvagi da morti. Per ricordare a tutti che era meglio andarsene al mare.
Si cavalcano i clichè del genere – agli zombie piacciono le budella, dividersi non è mai una buona idea, la ragazza fragile che si scopre combattiva, oppure l’eroe biondo che sa come si lancia un coltello. Non possono mancare fucile a pompa e motosega, e nel finale c’è il tempo per un allegro maxi-smembramento a suon di rock norvegese.
Non si prende sul serio: tra spaventi e risate alla fine è un pari, ma va bene così.
E poi, chi l’ha detto che vedendo un film di zombie non si possa imparare della sana storia del novecento?



Frostbitten
di Anders Banke, 2006

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Ancora Scandinavia innevata, ancora una spruzzatina di seconda guerra mondiale, ancora creature della notte, ma questa volta, zannuti vampiri. Mamma medico e figlia adolescente si trasferiscono in un paesino di provincia con la notte che dura un mese, e…
Bè, la grande “trovata” del film è che uno scienziato pazzo ha inventato delle pillole che trasformano le persone in vampiri (…), che per errore finiscono ad un ecstasy-party di giovinastri. C’è qualche altra sottotrama, male incastrata, ma la sostanza è che diventano tutti vampiri, dal primo all’ultimo. Mah.
Risate poche, e pochi spaventi. più che altro con i “colpi bassi” delle impennate di volume. Modesto.

Se non altro, c’è la morale: prima di drogarvi, leggete il foglio illustrativo.

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