20.03
2010

Il Guneș Kebap sorge lungo il trafficato corso SS. Felice e Fortunato, detto molto più amichevolmente corso San Felice (vedi mappa). Avevo già provato il locale l’estate scorsa, quando ancora si chiamava Imperator Kebab, e confidando in un possibile rinnovo dovuto al cambio di nome sono ritornato.



Qualità

Partiamo subito con la caratteristica principe, fondamentale, essenziale direi per potersi dire soddisfatti di un kebab: la qualità.
Quattro sono le componenti fondamentali di un buon panino: la carne asciutta e ben speziata, le verdure fresce di giornata, le salse dense e saporite ed il pane morbido e fragrante. Trovare la giusta alchimia di ingredienti per ottenere un kebab eccellente non è cosa facile, solo alcuni maestri riescono nell’impresa ed infatti non è questo il caso.
La carne del rotolo, un misto di vitello e tacchino (secondo i cartelli esposti il fornitore è Thathal Food Company), è di aspetto chiaro, morbida, con qualche leggera venatura di grasso ma non untuosa. La cottura è sufficiente, il taglio un po’ grossolano, il gusto al palato è piacevole e la speziatura presenta un prevalente aroma pepato.
Le verdure non hanno un aspetto particolarmente fresco e non sono per nulla invitanti, la scelta ricade su pomodori, cappuccio, carotine a filetti e cipolla bianca.
Le salse sono un vero e proprio punto dolente, la piccante è un po’ liquida e di media intensità, si integra bene con la carne e non ne copre il sapore; la classica salsa allo yogurt è decisamente meno classica del solito, con una densità che si avvicina a quella dell’acqua ed una volta versata sul panino scompare senza lasciare alcuna traccia, non si vede e non si sente. Le altre due salse dispinibili sono.. rullino i tamburi e squillino le trombe: ketchup e maionese, sì, avete capito bene due bei barattoloni grossi e tondi, una salsa rosa sarebbe stata un po’ più degna. Tralascio la descrizione del gusto dolciastro e stonato che il ketchup offre al panino.
Infine il pane, gommoso e un po’ vecchio, è utile sopratutto ad evitare che le liquid-salse filtrino dal fondo.
Insomma non ci siamo, il panino è anche mangiabile, ma non si può certo definire buono.

Voto Qualità: 1/4

Quantità

Una buona dose per tre euro e mezzo di panino, ma non abbastanza per riempire gli stomaci più ingordi

Voto Quantità: 3/4

Interno

Il locale è abbastanza grande e spazioso, con titne azzurrine ai muri, l’arredo è essenziale e la prima impressione è quella di vuoto. Sì, nella zona clienti si ha un po’ l’idea del vuoto, anche se sono presenti un paio di tavoli dove poter consumare il proprio pasto, puliti ma un po’ troppo alti. La zona riservata alla preparazione del kebab è un po’ ristretta rispetto al bancone (stile macelleria) interamente dedicato ad altri prodotti, più o meno gustosi a discrezione dell’osservatore. Il kebabbaro è giovane e non troppo comunicativo, in borghese e senza un grembiule o un cappello (utili sia per riconoscimento che per igiene). Due ampi specchi appesi alle pareti ci ricordano quanto siamo belli ed affamati.

Voto Interno: 2/4

Esterno

Sarà pure spazioso dentro, ma fuori è una tragedia. A parte il porticato che permette di ripararsi dalla pioggia ed offre un minimo di intimità, il posto è assolutamente irraggiungibile in macchina (a meno di trovare parcheggio lungo corso San Felice, auguri!) e abbastanza distante dal centro per riuscire ad essere così una meta poco appetibile, ma, se vogliamo dirla tutta, risparmiatevi le fatiche del parcheggio e andate a mangiare da un’altra parte che è meglio

Voto Esterno: 1/4

Extra

Il ricco menù comprende oltre a panino e piadina, pizza kebab, cosce di pollo, patatine fritte, falafel e un sacco di altre golosità, oltre a pizze classiche. Le bibite e le birre non mancano e sono presenti offerte per studenti a prezzo ridotto e la possibilità di consegna a domicilio

Voto Extra: 3/4

Voto complessivo: 5 +


Note

listino: 12

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