2010


Sotto i portici di Corso Padova, accanto alla birreria Celtic Stone, una piccola vetrina si affaccia sulla strada. E’ la pizzeria d’asporto di Elio, o da Elio che dir si voglia.
Qui le cose si fanno per bene. Se chiediamo un kebab, per prima cosa vediamo una pallina di pasta di pizza infilarsi nel forno, per uscire pochi minuti dopo; quello che abbiamo è una pagnotta fumante, tenera ed assolutamente fragrante, pronta da riempire. Si può chiedere di più?
Gli ingredienti. Salsa rosa, yogurt, e piccante sono delicate, e non sanno “di barattolo”, le verdure bene assortite – oltre ai classici pomodori, cipolla, cappuccio e insalata possiamo, occasionalmente, trovarci olive, carciofi o qualche peperone, pescati dal parco-pizze. La carne, morbida e dall’aroma gradevole, quando è cotta bene – quasi sempre, ben si sposa con il resto dei componenti, consegnandoci un kebab ben strutturato, equilibrato, a tutto tondo.
Nota d’onore al falafel, fritto al momento da impasto fresco. Polpettine croccanti fuori e tenere dentro, da provare; una vera specialità.

Quantità
Difetto. Il panino di Elio va a giornate, con un po’ di fortuna sarà gonfio a sufficienza da saziarci, con un po’ meno di fortuna sarà un po’ stitichello, lasciandoci lì, un po’ interdetti, nel mezzo di un’esperienza gustativa senz’altro importante, ma per l’appunto interrotta prima del tempo. Considerato il costo di 3.50 €, allineato agli standard, l’altalena delle dimensioni è tuttavia tendente al “meno”. Peccato.
Voto Quantità: 2/4

Interno
Il negozio è ordinato, accogliente, e i muri di mattoni creano un’atmosfera calda e casalinga. Il forno è in vista, e si può seguire l’atto della preparazione in tutte le sue fasi. Una TV spesso accesa ci potrà piacevolmente distrarre durante le consumazioni, anche perchè il più delle volte sintonizzata su canali italiani o per lo meno europei (nulla contro le TV mediorientali o nord-africane, inteso, semplicemente è difficile seguire). Curioso l’angolo-bacheca accanto alla porta, in cui si può trovare appeso di tutto, dalle cartoline e banconote di paesi lontani, alle poesie – segni di persone che sono passate di qui.
Il servizio è quasi sempre celere, e la cortesia su livelli più che buoni. Elio in persona è senz’altro un personaggio, un omone color caffè, forse un po’ ruvido, burbero, ma è uno che va al punto e non perde tempo in ciance. Sul resto del personale nulla da eccepire.
Punti deboli, la zona clienti è un po’ sacrificata, e il più delle volte si è costretti a stringersi.
Voto Interno: 3/4

Esterno
Il parcheggio è un po’ una grana, e prima delle 8 non se ne parla. Gli avventori della birreria adiacente poi, sui pochi posti blu nelle vicinanze, fanno la parte dei leoni. Risultato – o posteggio portoghese in rimozione, e consumazione con un occhio all’auto, oppure prendersi 10 minuti da dedicare ad un parcheggio dignitoso nei paraggi.
Cosa buona, il davanti del negozio è protetto da un portico spazioso, dove potremo gustare il buon kebab anche al rumore scrosciante della pioggia.
Voto Esterno: 2/4

Extra
Il menu alla parete è un codice di Hammurabi. Chilometrico, ci si può perdere. Gran parte occupato dalle pizze più fantasiose, ma non solo. Oltre al panino kebab, alle pizze intere o a tranci, e al già citato falafel, troviamo pizza kebab, e panini di ogni genere, toscani, vegetariani, e altro che non ricordo. E’ chiaro ce n’è per tutti i gusti.
Un grande frigo aperto sulla sinistra offre ogni tipo di bibita e birra, anche di marche poco note e un po’ “ricercate”. Purtroppo, il bere non è molto economico. Vabbè.
La fantasia qui non manca, e ogni tanto compaiono cose inaspettate. L’estate scorsa, ad esempio, nel frigo campeggiavano delle fette di anguria, ma onestamente ignoro quale sia stato il loro successo commerciale.
Voto Extra: 3/4

Note
Chi scrive è una persona che ha conosciuto ed apprezzato la Pizzeria da Elio per lungo tempo; ciò che incuriosiva erano i clienti, spesso stranieri, e qualche volta simpaticamente “ceffi”. Eppure, da Elio queste persone si incontravano, tutti avevano qualcosa da dire, e con un po’ di fortuna si poteva entrare in discorsi bizzarri, ma sicuramente edificanti. Come per esempio, l’importanza dei cammelli nel nord Africa, vero ed unico segno di ricchezza. Non le Ferrarri, i cammelli. Animali costosissimi e portatori di saggezza atavica. A che servono le Ferrari in mezzo al deserto? Oppure, tutto il mondo misterioso delle scommesse sportive, i trucchi, le fortune favorevoli e avverse, raccontate dai giocatori più esperti e navigati. O ancora, ex-architetto algerino giramondo, persona ben educata e gentile, un giorno racconta dei “tre diplomi” per essere un uomo. Il diploma della scuola, il diploma delle donne, e il diploma della strada, dice. Suggestivo cavolo. Queste e molte altre storie, di vita, di guerra, di luoghi remoti si potevano sentire e forse si possono sentire ancora, se si passa da quelle parti con lo spirito giusto.
Perchè forse? Bè, da qualche mese a questa parte Elio è sbarcato su Facebook con una campagna pubblicitaria e di promozione – il martedì e il giovedì kebab a tre euro per gli amici FB, grazie ad alcuni video un po’ tamarri, ma da vedere, anche per farsi un’idea del personaggio Elio – qui il link al canale di Youtube.
L’operazione è riuscita alla grande, direi, e in effetti la clientela si è ringiovanita, e il locale tendenzialmente riempito. Purtroppo, la sensazione è che quel clima “di frontiera” si sia forse un po’ perduto.
Tuttavia, queste sono solo considerazioni di contorno, che non pregiudicano per nulla quella che alla fine è un’ottima pizzeira-kebab, che si difende in tutte le categorie, e che in definitiva si merita dalla Sciabola Nera un giudizio più che buono. Promosso.
Voto complessivo: 7 ½
Voto Qualità: 4/4

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