2010
Sicuramente vive da qualche parte e magari ha fatto successo discografico in qualche paese dell’est che noi neanche ci immaginiamo, scrivendo appassionate canzoni d’amore che strappano i cuori di fanciulle bielorusse; certo, gli facciamo i migliori auguri per la vita futura e tante belle cose, ma, la prego, abbiamo bisogno del Fortis di una volta, l’ autore di A voi romani, se lo ricorda?
Il Piazzale Del Pesce ritiene che il panorama musicale italiano sia spacciato senza una buona iniezione di satira politica: le Luci della Centrale Elettrica, alias Vasco Brondi, è sì un grande artista emergente, ma se non si rinnova un po’ ci lancia un secondo “Canzoni da spiaggia deturpata” solo con un titolo diverso, e poi diciamolo, non è che si faccia capire un granchè; gli altri ormai o fanno schifo o fanno canzoni d’amore per diabetici, quasi tutti;
Allevi ? se non avesse così la puzza sotto il naso, se continuasse a non negare la sua natura di musicista pop quale egli è, sarebbe anche in grado di fare delle canzoni impegnate;
Morgan? perchè, è un musicista?
Battiato? vi prego, no…
Ferretti, De Andrè e Rino Gaetano ormai li abbiamo persi per sempre, allora non ci rimane che Alberto Fortis; però non lo troviamo più…

Quello qui sopra è un album che oscura tutti i Battisti di questa penisola: più innovativo di qualsiasi lavoro di quel parolaio di Battiato, equiparabile musicalmente ai lavori meglio riusciti di Lucio Dalla, questo è l’esordio di Fortis nel 1979.
“Io vi odio voi romani, io vi odio tutti quanti” : con questo simpatico motivetto parte la prima canzone “A voi romani”. Segue un elenco di curiosi attributi di cui l’autore sembri accusare il popolo della capitale; se digitate il titolo su youtube troverete nei commenti una moltitudine di romani incazzati che subito si sono sentiti presi in causa. Forse a qualche leghista non gli è sembrato vero ascoltando la canzone, che qualcun altro condividesse le sue idee da burino del nord arricchito per sbaglio.
Evidentemente non hanno capito che i “romani” a cui Fortis si riferisce sono quelli che occupano il parlamento: non era difficile intuirlo.
Segue una delle più vive e geniali canzoni italiane, cioè “Milano e Vicenzo”: unica, che il sottoscritto conosca, che contenga minacce di morte mantendo stemperata ed allegra la canzone; un pianoforte prima timido e poi ruggente è la seconda voce in ordine di importanza: come solo dei tasti bianchi e neri pressati a dovere sanno fare, il suo suono robusto sostiene le cadenze alterne della canzone.
Qui Fortis sembra che se la prenda con il suo ex-produttore di Roma, e allora lui le canzone va a farsele produrre a Milano; e Vincezo oltre al danno, si becca pure la beffa. Noi ve ne abbiamo presentato due, ma non sono mica le uniche due ad essere degne di nota.
Questo album sarà pure del ‘ 79, ma di canzoni fresche e accativanti come quelle contenute qui dentro non ce n’ è proprio traccia in giro.
bè Morgan è un musicista, si sarà venduto alla televisione, ma alcuni suoi pezzi sono bellissimi…
un’ onta è per sempre: un giorno il signore oscuro reclamerà l’anima che gli è stata venduta…
mitico Fortis!
Incredibile come ogni volta che ascolto Milano e Vincenzo non riesco a trattenere quel sorriso ebete al giunger del ritornello! Vincenzo io t’ammazzeroooooò!