10.11
2009

Visti per voi dal Piazzale, al cinema o nella comodità del divano di casa, digeriti e compressi in formato agile, rapido e indolore.

Ecco a voi le Fishy Pills! Oggi, orribili mostri venuti dallo spazio.

District 9
di Neill Blomkamp (2009)

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Gli alieni sono arrivati sulla terra e non riescono più a ripartire. Ma questo non è ET, loro sono dei grossi gamberoni bipedi che mangiano cibo per gatti e copertoni d’automobile, e hanno armi potentissime ma non le usano perchè sono pacifici e un pò rincoglioniti. Quindi gli umani li sbattono in una baraccopoli a Johannesburg e li trattano peggio dei neri ai tempi dell’apartheid, con la differenza che gli alieni se lo pigliano in culo sia dai bianchi che dai neri. Razzismo intergalattico, altro che Spielberg.
La prima parte sembra un docu-film smuovi-coscienze alla Michael Moore: la paura del diverso, il marciume nel governo, la meschinità degli uomini, il solito sciroppo per intellettuali da quattro soldi insomma. Ma a chi non interessa questa brodaglia da cineforum, non si preoccupi: nel giro di mezzora sarà come vedere La Mosca dentro Trasformers, solo con più sparatorie, più sangue e corpi che esplodono. Peccato che il film diventi anche un action movie d’ordinaria amministrazione, ma chi se ne frega: questa roba in fondo non ci dispiace. Thumbs up.

:vbtu:


IT
di Tommy Lee Wallace (1990)

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Il clown malefico che ha terrorizzato la nostra infanzia torna per risvegliare le nostre paure, ma dopo le 3 interminabili ore di questo tv movie insopportabilmente anni ’90 saremo noi a dover essere risvegliati. Dalla noia.
Siamo a Derry, cittadina lovecraftiana del New England popolata da genitori bigotti e oppressivi e giovani teppistelli brillantinati. Dopo un flashback nel 1960 in cui un gruppo di ragazzini un pò Goonies affronta e sconfigge Pennywise altrimenti detto IT, malvagia creatura ammazzabambini travestita da pagliaccio in grado di materializzare le paure delle persone, ci trasferiamo nel 1990 dove il mostro ha ripreso le sue attività preferite: regalare palloncini e squartare bimbi. Toccherà ai nostri eroi ormai cresciuti, affermati e middle class superare i propri traumi infantili e fermarlo una volta per tutte.
C’è il sangue e c’è il bravo Tim Curry dietro al trucco dell’inquietante clown, che qualche piccolo spavento ce lo strappa. Ma il resto del parco attori delude e non convince, il doppiaggio deprime, gli stereotipi abbondano e il finale imbarazza. E la sensazione è quella di guardare una puntata extra large di Piccoli Brividi. No, grazie.

:vbtd:


La Cosa
di John Carpenter (1982)

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The Thing di John Carpenter ebbe la sfortuna di uscire al botteghino nel 1982, anno in cui Hollywood ha cagato fuori uno dei suoi più fortunati successi commerciali: E.fottutissimo.T. Ma il simpatico aborto in questione, tutto occhioni e buoni propositi e la sua fissa col telefono in bachelite, non ha nulla a che spartire con la minacciosa ed ignota forma di vita intergalattica del film di Carpenter. Naturalmente il pubblico preferì l’aborto.
Una spedizione norvegese porta alla luce una creatura surgelata nei ghiacci dell’Antartide da milioni di anni. La Cosa (creatura canchera e bastarda) si risveglia e infetta i poveracci, prendendone il controllo ed elaborando una perfetta copia dell’ospite nel tempo necessario: tutto ciò crea un’atmosfera di sospetto reciproco e di paranoia, che conduce rapidamente all’isteria di gruppo e ovviamente al massacro. Contributo decisivo al bilancio splatter del film (e alla soddisfazione visiva dello spettatore) è dato dalle sue raccapriccianti mutazioni. Unico modo per sventare la minaccia: un uso sconsiderato di fuoco e dinamite. Ci andrà di mezzo pure un haski, povera bestia.
Una folgorazione fantascientifica maledettamente visionaria. Up.

:vbtu:


(grazie a Tartino per la Fishy Pill di La Cosa)

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